sabato 5 maggio 2007

Un personaggio con la passione della Storia, dell'Alimentazione e della Cucina Antica




Giovanni Rebora.



è nato a Genova nel 1932 ed è professore di Storia economica e direttore del dipartimento di Storia moderna e contemporanea nell'Università di Genova. Oltre a diversi articoli di storia economica medievale e moderna, ha pubblicato La cucina medievale italiana tra Oriente e Occidente (Genova 1992) e Colombo a tavola (Savona 1992). Ha organizzato nel 1983 il primo Convegno internazionale di cultura e storia dell'alimentazione. Dirige da qualche anno un insieme di ricerche sulla storia dell'alimentazione in Italia dal punto di vista sia della produzione e della distribuzione degli alimenti sia dei consumi delle famiglie nobili.




Ha pubblicato:
Un' impresa zuccheriera del Cinquecento (Napoli, 1968)
Un manoscritto di tintoria del Quattrocento (Ed. Giuffrè, Milano, 1970)
La cucina medioevale italiana tra Oriente ed Occidente (1992)
Colombo a tavola ( Ed. Daner, Savona)
La civiltà della forchetta (Laterza, Bari, 1998)


Articolo G. Rebora su "Secolo XIX" 07/06/2002
Articolo G. Rebora su "Secolo XIX" 12/04/2002
Intervista di Wanda Valli a Giovanni Rebora
Lettera aperta a Carlo Petrini - Fondatore di Slow Food
Lettera a Maurizio Maggiani - di Giovanni Rebora







Sale Rosa dell'Himalaya RA-Resonanz®: il più puro, il più equilibrato.


Il migliore sale del mondo al servizio dei migliori Chef. Il suo sapore è puro, equilibrato... come la sua forma cristallina. Il sale rosa dell'Himalaya RA-Resonanz® viene estratto a mano nelle miniere tra le rocce multi-millenarie ai piedi del Tibet. Non contiene additivi, non è inquinato, è naturale al 100%. I suoi purissimi minerali ed oligoelementi sono nutrienti e riequilibrano l'organismo senza invaderlo.Gli effetti benefici del sale cristallino dell'HimalayaIl sale himalayano può sanare vari disturbi ed essere d'aiuto per le seguenti patologie:-riequilibrio ph naturale cutaneo e malattie della pelle-antinvecchiamento e rassodante per la pelle -allergie, malattie respiratorie e da raffreddamento -igiene orale e dentale -malattie degli occhi -affezioni renali e disturbi femminili -disturbi della digestione -disturbi reumatici, gotta, artrite, artrosi -ansia, problemi di concentrazione, disturbi del sonno.

venerdì 4 maggio 2007

L’Ottocento sulla tavola degli Italiani

L’Ottocento è il periodo che i cultori di gastronomia e i cuochi delle famiglie più ricche codificarono nelle loro opere il nostro patrimonio culinario regionale.Per quanto riguarda i pasti, fino ad allora tre nell’arco della giornata, diventarono quattro o cinque nei casi di cittadini ricchi.Anche gli orari divennero simili ai moderni.Il fabbisogno alimentare era soddisfatto dai ceti maggiormente abbienti, da, come già detto, cinque pasti:
Prima colazione: tra le 7.00 e le 9.00
Pranzo: tra le 12.00 e le 14.00, non più a base di piatti freddi , ma un vero e proprio pasto.
Cena: verso le 20,30
Spuntino leggero: all’1.00 di notte, fatto da chi frequentava gli spettacoli.

Portiamo alla vostra attenzione due menù che vennero serviti alla Casa Imperiale d’Austria sempre circa nel 1868.

Entrate:
Minestra d’orzo alla Scozzese
Dentice alla Bordolese
Noce di vitello alla gastronomica
Antipasti:
Prosciutto di York in gelatina
Punck al Kirch
Primi Piatti:
Galline alle punte di asparagi
Quaglie alla Richelieu
Aspic alla Dominicana
Legumi:
Fagiolini farciti
Carciofi alla Bariguole
Dolci:
Bavarese alla Fiorentina
Svedese di albicocche all’orientale
Cussy alla portoghese
Gelati e frutta

Questo menù un tempo considerato “normale” seguiva la regola che prevedeva di stare a tavola 5 ore, periodo durante il quale non si doveva pensare ad altro fuorché a mangiare.

Ricette Storiche - FRITTELLE DI FIORI DI SAMBUCO

Frittelle di fiori di sambuco - ricetta del XIV secolo.

Prendere i fiori di sambuco e metterli in infusione nel latte per circa un'ora.Preparare una pastella per frittelle, aggiungere i fiori di sambuco sgocciolati e far riposare per almeno 10 minuti. Scaldare in una padella l'olio e con un cucchiaio formare delle piccole frittelle. Far dorare nell'olio e disporre su un piatto ben scolate. Potete spolverarle a piacimento con zucchero a velo o sale.

Ricette Storiche - CARDUOS

Carduos (liquamine, Oleo et Ovis concisis) - ricetta rivisitata dell'Epoca Romana.

Pulire e tagliare a metà i carciofi e lessarli nel minimo di acqua. Portarli a metà cottura e porli a sgocciolare.Far rassodare per 8 minuti 4-5 uova. In una casseruola mettere 5 cucchiai di salsa di soia, 5 cucchiaini di pasta di acciughe e 3-6 cucchiai d'olio.Mescolare e portare a ebollizione. Disporre i carciofi tagliati nella salsa, riempirli con le uova sode tritate, coprire e far sobbollire per circa 20 minuti.

Ricette Storiche - RAVIOLES


Ravioles (specialità valli Occitane).

1 Kg patate, 150 gr farina, 500 gr toma, 1 uovo, 100 gr di burro, sale e pepe.
Cuocere le patate (con la buccia) in acqua salata. farle raffreddare, sbucciarle e schiacciarle. Impastarle con la farina,l'uovo, il sale, la toma (300 gr), fino ad ottenere un composto omogeneo. Su un asse infarinato tirare la pasta formando dei bastoncini della lunghezza di circa 4 cm. Cuocerli in acqua bollente salata, quando i "Ravioles" vengono in superficie, scolarli e disporli in una pirofila alternando allo strato di gnocchi, uno strato di toma; cospargerli di pepe macinato, del burro fuso e far gratinare per 10 minuti.

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Se vuoi essere partecipe, scoprire, approfondire la tua cultura sugli usi, costumi, tradizioni e modi di cucinare di un tempo, fai sentire la tua voce, entra e rivivi con noi gli eventi del passato.


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