giovedì 7 giugno 2007

Le restrizioni in Italia durante il fascismo

LE RESTRIZIONI IN ITALIA DURANTE IL FASCISMO.

I livelli energetici medi della dieta nazionale nel primo decennio del secolo sull’onda del “take off” industriale si elevarono oltre 2500 calorie, oscillando intorno a questa soglia fino alla seconda guerra mondiale.
L’avventura bellica del fascismo si rivelò dal punto di vista alimentare una tragedia:
a differenza della grande guerra che non lasciò tracce negative nei trends alimentari e che anzi, costituì un’occasione per milioni di contadini al fronte, di assaporare , pur nel contesto drammatico della trincea, la carne, la pasta, il pane di frumento, il vino, il caffè – la seconda guerra mondiale fece precipitare la massa della popolazione italiana nella denutrizione.
Tra il 1944 e il 1945 le calorie medie giornaliere, scesero al punto da inaugurare una lunga depressione alimentare che si sarebbe conclusa nel 1959-60 quando i consumi medi giornalieri tradotti in calorie ritornarono ai livelli pre-bellici.
Erano questi segnali indubbi che la dieta della popolazione rurale era ormai vicina a quella della città, anzi in termini calorici era indubbiamente superiore.

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